I problemi per il millennio Millennium problems sono stati posti all’attenzione dei matematici dall’Istituto matematico Clay. Ad imitazione dei problemi di Hilbert, l’istituto ha elencato 7 problemi allora irrisolti della matematica. A differenza però dei precedenti, per ognuno di essi di cui si fornisca la dimostrazione è stato assegnato un premio di un milione di dollari. I premi vennero istituiti durante il convegno del Millennio di Parigi, il 24 maggio 2000. Il primo ad essere risolto è stato la congettura di Poincaré, ad opera del russo Grigori Perelman. Perelman ha già rifiutato la medaglia Fields e sembra non essere disposto ad accettare il premio.
Un’altra differenza, molto più profonda, è che, mentre i problemi di Hilbert riguardavano campi allora all’avanguardia della matematica, i sette problemi del millennio sono molto tradizionali: sono rimasti solo 3 degli originali problemi di Hilbert senza una risposta anche solo parziale a tutt’oggi, tra cui il più importante è l’Ipotesi di Riemann, anche se una proposta di soluzione è al vaglio della comunità. Tutti i problemi del millennio hanno profonde implicazioni economiche, dalla sicurezza bancaria alle transazioni via internet, all’applicabilità diretta nella soluzione di problemi tecnologici pressanti: ad esempio se la Congettura di Birch e Swinnerton-Dyer fosse provata vera, sarebbe possibile rompere la cifratura basata sulle funzioni ellittiche in tempo polinomiale, e non esponenziale. Inoltre, se l’ipotesi di Riemann fosse vera, sarebbe possibile trovare un algoritmo per rompere anche le cifrature basate sui numeri primi in tempo polinomiale.
Elenco dei problemi
1. P contro NP
2. Congettura di Hodge
3. Congettura di Poincaré (risolto)
4. Ipotesi di Riemann
5. Teoria quantistica di Yang-Mills
6. Equazioni di Navier-Stokes
7. Congettura di Birch e Swinnerton-Dyer
P contro NP
Il problema è riuscire a dimostrare o confutare il fatto che non esistono problemi NP, ovvero, detto con termini diversi, dimostrare che tutti i problemi NP possono essere resi di tipo P. Questa è una domanda molto importante per l’informatica teorica. Vedi teoria della complessità algoritmica per una discussione più completa.
La congettura di Hodge
La Congettura di Hodge riguarda gli spazi proiettivi e le varietà algebriche. I cicli di Hodge sono delle combinazioni lineari razionali di cicli algebrici.
La congettura di Poincaré
In topologia, la superficie sfera a due dimensioni è caratterizzata dal fatto che è semplicemente connessa. La Congettura di Poincaré dice che la sfera è l’unica superficie che è semplicemente connessa anche se la si porta a n-dimensioni con n un numero positivo maggiore di 0. Questo problema è stato risolto per tutte le dimensioni superiori a 3, risolverlo per la dimensione 3 è fondamentale per dimostrare la congettura. È stata accettata la bozza di soluzione di Grigori Perelman, che ha portato due ricercatori cinesi, Zhu Xiping e Cao Huaidong alla soluzione esplicita. Perelman è stato insignito sia della Medaglia Fields[2], sia del Premio Clay di 1.000.000 di dollari, ma ha rifiutato entrambi e si è ritirato a vita privata, sembra vivendo con la madre, alla periferia di San Pietroburgo.
L’ipotesi di Riemann
L’ipotesi di Riemann riguarda la distribuzione dei numeri primi. Riemann ipotizzò che la distribuzione dei numeri primi seguisse una particolare funzione chiamata funzione zeta di Riemann. Questa ipotesi è stata verificata con i computer per un miliardo e mezzo di numeri primi, ma la sua verifica definitiva attraverso un teorema avrebbe profonde ripercussioni nella matematica pura come nelle applicazioni di crittologia. Una controversa proposta di soluzione (non per la soluzione in sé, ma per l’autore) è stata presentata da Louis de Branges de Bourcia nel 2004
Teoria di Yang-Mills
In fisica, la Teoria quantistica di Yang-Mills descrive la rottura della simmetria delle fasi primordiali dell’universo. Questa teoria segnò una rottura totale con le vecchie teorie e attualmente è un cardine del Modello Standard. Il problema è la mancanza di una verifica teorica di alcuni degli elementi matematici utilizzati nella teoria.
Equazioni di Navier-Stokes
Le equazioni di Navier-Stokes descrivono il comportamento dei fluidi, ossia liquidi e gas. Anche se sono state formulate nel XIX secolo, tuttora non sono state comprese appieno, né esiste una loro soluzione analitica, tranne pochi casi particolari. Il problema è elaborare una teoria matematica che consenta di comprenderle ed analizzarle. Questa teoria sarebbe molto utile per gli studi di fluidodinamica.
La congettura di Birch e Swinnerton-Dyer
La congettura di Birch – Swinnerton-Dyer è basata su un particolare tipo di curve, le curve ellittiche nei numeri razionali. Questa congettura si basa sul fatto che le equazioni abbiano finite o infinite soluzioni razionali. Il decimo problema di Hilbert era simile ma trattava delle equazioni diofantee e si è dimostrato che non si è in grado neanche di decidere se esiste o no una soluzione.










FINALMENTE DIMOSTRATA L’IPOTESI DI RIEMANN! Sì, la notizia è esatta. Mi sono documentato e ho tratto le mie conclusioni. Da oggi in poi tutti i libri che trattano dell’Ipotesi di Riemann (o RH), alla luce della doppia dimostrazione dell’Ipotesi di Riemann da parte del matematico italiano Onofrio Gallo devono essere aggiornati. Le due dimostrazioni dell’RH da parte del matematico Onofrio Gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina), la prima del 2004 e la seconda del 2005, sono fondate sulle sue originali scoperte matematiche (Principio di Disidentità di Gallo, Secondo Principio Generale della Conoscenza, codificato dallo stesso Gallo,Teorema Mirabilis di Gallo con il quale ha ottenuto la prima dimostrazione di tipo DIRETTA a livello mondiale, in solo sei pagine, ad opera di un solo autore dell’altrettanto celebre Ultimo Teorema di Fermat. La seconda dimostrazione dell’RH o TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO è costituita a quanto sembra da solo sette righe, al punto che il suo Autore ha dichiarato di esser riuscito a venire a capo dell’”enigma degli enigmi” (dimostrazione dell’Ipotesi di Riemann) mediante il “più semplice dei più semplici” dei teoremi delle Matematiche. La dimostrazione del Teorema RH-Mirabilis segue quella del Teorema RH di Gallo (2004) già depositata nelllo stesso anno presso l’Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere. In essa si fa uso della funzione “fi” di Gallo e Onofrio Gallo dimostra l’RH in base ad una doppia applicazione del Principio di Disidentità di Gallo ed in base al suo Secondo Principio Generale della Conoscenza ( espresso in questo caso dal Principio d’Identità dei Polinomi). L’elegante e fulminea dimostrazione dell’RH che traspare dal TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO dà ampiamente ragione a coloro che prevedevano la probabile dimostrazione dell’RH non da parte di un’équipe di matematici, ma molto probabilmente da parte di un singolo matematico che facesse uso di nuove idee, di nuove teorie e di nuovi teoremi e che si ponesse come un vero e proprio outsider nei confronti delle comuni linee di ricerca rivolte alla soluzione dell’enigma degli enigmi.. Il TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO sfrutta una ben nota proprietà di simmetria degli zeri di Riemann non banali della funzione zeta di Riemann ( da taluni definita “il mostro”). Per avere ragione del “ mostro” di Riemann Onofrio Gallo costruisce la funzione complessa di simmetria di Gallo a partire da una generica soluzione non banale del “mostro”, dimostrando che qualsiasi zero complesso non banale z=x+iy (x,y reali non nulli) della funzione zeta di Riemann dev’essere del tipo z=1/2+iy , ossia che. per ogni z siffatto, la parte reale di z deve giacere sulla cosiddetta “retta critica”di Riemann x=1/2. L’ “impossibile” impresa è stata dunque compiuta dal matematico cervinarese mediante l’applicazione di una “doppia simmetria”. La prima già scoperta da Riemann nel 1859( se ζ(s)=0 , anche ζ(1-s)=0, con s ed 1-s zeri complessi non banali di Riemann). La seconda scoperta dallo stesso Onofrio Gallo nel 1993 (Teorema Mirabilis di Gallo, del 27 dic 1993, Roma). Personalmente non ho mai assistito a una rivoluzione matematica di questa portata e contribuirò anch’io alla diffusione della notizia delle notizie! André.
grazie Andrea per la segnalazione è una grande notizia !
La dimostrazione del Teorema RH evidenzia che la validità dell’Ipotesi di Riemann dipende semplicemente da due applicazioni del Principio di Disidentità di Gallo (espresse dalle (4) (per 1=i) e dalle corrispondenze (11) (per 1=i)) e dalla conseguente validità del Secondo Principio Generale della Conoscenza (espresso come Principio d’Identità dei polinomi relativo alla corrispondenza biunivoca (12)). In conclusione senza la doppia applicazione del Principio di Disidentità e le sue conseguenze è impossibile ottenere una dimostrazione a livello generale dell’Ipotesi di Riemann indipendentemente dal formalismo collegato alla funzione zeta di Riemann. Né, allo stato attuale delle conoscenze sulla funzione zeta di Riemann, è possibile prevedere quanti ulteriori fiumi d’inchiostro potrebbero essere versati in futuro (per quanti anni secoli o millenni ?) dai matematici del futuro nel tentativo quasi certamente vano di realizzare il sogno di Hardy e di Hilbert, vale a dire quello di ottenere una dimostrazione generale dell’Ipotesi di Riemann di tipo “diretta” (fondata esclusivamente sul formalismo collegato alla funzione zeta di Riemann).
DA GODEL A HILBERT FINO AL TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO-VIA HITCHCOCK
Il più grande logico di tutti i tempi? L’austriaco-statunitense Kurt Godel (1906-1978) che, con i suoi due teoremi (sulla Completezza semantica del 1930 e sull Incompletezza dei sistemi formali del 1930- 31), instaurò nelle Matematiche– parallelamente al Principio d’Indeterminazione di Heisenberg in Fisica Quantistica- il Principio di Relatività delle conoscenze, colui che affossò le speranze del matematico tedesco D. Hilbert (23.01.1862- 14.02.1943) da lui riposte nel cosiddetto programma di formalizzazione della matematica nell’intento (rivelatosi illusorio) di dimostrare la completezza dei sistemi ipotetico-deduttivi facendo crollare d’incanto tutte le certezze e i sogni visionari del presuntuoso Hilbert ( “Wir mussen wissen, wir werden wissen! “, cioè “Dobbiamo sapere, sapremo!”). Che Hilbert sia stato un matematico logicamente limitato e mediocre lo si può dedurre dal fatto che egli è quasi sempre ricordato per un elenco di 23 problemi (tra essi alcuni inconsistenti e altri poco chiari), per qualche risultato (di esistenza) in matematica e per qualche altro risultato al quale pervenne servendosi sempre della collaborazione altrui. Perfino gli “spazi di Hilbert”…non sarebbero, ad un’analisi più approfondita, farina del suo sacco!.
Ed ecco che cosa scrive in proposito il matematico Onofrio Gallo nel suo monumentale Codex Cervinarensis (Sezione Matematica e Cinema):
“ Immagini celebrative di David Hilbert come grande matematico sono state diffuse ad arte un po’ dappertutto in giro. Taluni tengono a sottolineare che David Hilbert non fosse ebreo, ma soprattutto a presentare taluni aneddoti, che, ben esaminati ci offrono un quadro preciso dell’approssimazione della sua logica e dei suoi comportamenti, tenuto conto dello strano modus vivendi et operandi del personaggio che scandalizzava letteralmente i docenti serissimi di Gottingen i quali si erano accorti da tempo ormai che Hilbert non disdegnava la frequenatazione delle donne altrui, la sua sfrenata passione per il ballo e i salotti, nonché le sue partite di biliardo e le sue confidenze con gli allievi, per non citare la sua disponibilità verso di essi al momento degli esami (il che potrebbe essere indice quantomeno di insicurezza o di indisponibilità ad un confronto duro e serrato sul piano della logica con qualche eventuale candidato particolarmente ferrato in tale campo; un confronto dal quale avrebbe potuto rischiare la reputazione che si era furbescamente costruita e ritagliata in quel di Gottingen: non si dimentichi che per l’esame delle migliaia di presunte dimostrazioni dell’Ultimo Teorema di Fermat che pervenivano regolarmente a Gottingen lo stesso Hilbert aveva espressamente delegato il povero Edmund Landau al delicato, fastidioso e difficile compito.
Ma se i difetti e i limiti del “personaggio” Hilbert sono noti ai posteri quasi esclusivamente a livello di storia e di aneddoti tramandati in modo non sempre obiettivo, eiste un documento filmato relativo al personaggio di Hilbert volutamente inserito in tutt’altro contesto da uno dei più acuti e geniali registi del brivido: Alfred Hitchcock.
Nessuno avrebbe mai pensato che il regista del brivido, sicuramente un cultore della matematica e ancor più certamente un ammiratore di David Hilbert, nel personaggio del fisico tedesco orientale del Prof. Gustaw Lind, interpretato dall’attore Ludwig Donath (sosia quasi perfetto di David Hilbert!), nel suo film “Il sipario strappato” (1966), con protagonisti i celebri attori Paul Newman e Julie Andrews, ci presenta tutte le caratteristiche salienti del matematico di Gottingen.
Memorabili le scene nelle quali, in clima di guerra fredda tra USA e URSS, di cui la DDR era una nazione satellite controllata dalla spietata polizia segreta ( l’arcinota e terribile STASI), il Prof. Armstrong, finto transfuga nella DDR, esperto in missilistica, tenta, riuscendovi in pieno, sollecitando ad arte la curiosità e lo spirito paranoico di grandezza del Prof. Lind ( alias David Hilbert), che non disdegna le donne altrui ( fa il galante con la stessa Sara ( alias la Andrews, personaggio-compagna di Armstrong nel film di Hitchcock) e non disdegna le bevute e il ballo! Più allusivo e chiaro di così, lo stesso Hitchcock non poteva proprio essere!
Si tenga presente che l’organizzazione segreta “Pi-greco” ruota intorno a personaggi della resistenza ebraica al regime comunista di Honecker nella DDR i quali riescono a porre in salvo sia il Prof. Armstromg che la sua compagna, una volta che la STASI aveva scoperto il delitto avvenuto in una fattoria alla periferia di Lipsia, presso la cui università si trova il celebre Prof. Lind, il cui regno, simile in tutto e per tuttto a quello di David Hilbert in quel di Gottingen, viene “violato” proprio con calcoli effettuati in una specie di supersfida tra superesperti dal personaggio del Prof. Armstrong, lasciando di stucco e nella più completa desolazione il povero Prof. Lind, colui che non sbaglia mai!, grazie alla sua ingenuità e credulità che, alla fine, finisce per dimostrare la totale incoerenza di fondo e i notevoli limiti della logica del Prof. Lind ( e qui la similitudine tra Lind ed Hilbert si compie in un capolavoro difficilmente eguagliabile sia sul piano storico che su quello filmico (immagini, dialoghi. e scenografia!)nei confronti del suo più agguerrito antagonista statunitense, in un clima di ansia e di pericolo imminente sottolineato dall’altoparlante della STASI che cerca il Prof. Armstrong, reo di aver negato di essere mai stato nella fattoria dove era stto assassinato il proprio angelo custode Hermann Gromek, posto alle costole dello stesso prof. Armstrong per spiarne i movimenti. Ed è proprio nello studio personale del Prof. Lind , in tale clima di ansia, di angoscia e di pericolo, che il Prof. Armstrong riesce con arte insuperabile a provocare il Prof. Lind fino a fargli scrivere di suo pugno alla lavagna le formule che avrebbero poi consentito agli americani di realizzare un particolare tipo di missile strategico sul piano della deterrenza nucleare tra i due blocchi antagonisti (USA e URSS). Chisssà perché mai nessun critico cinematografico ha mai sottolineato questa lettura in “chiave matematica “del film di Hitchcock, cosa che ovviamente mai avrebbe potuto fare in modo diretto lo stesso maestro del brivido. Le conseguenze? Furono che taluni critici, limitandosi a valutare (con occhio indubbiamente “non matematico”) il film nell’insieme, ritennero che il film in questione non si riducesse che ad una specie di fallimento per Hitchcock che, tra l’altro, dovette cambiare l’autore della colonna sonora, essendo il regista insoddisfatto della musica del Unn… Un vero peccato per la critica cinematografica in generale. Un peccato veniale tuttavia in quanto chi avrebbe mai potuto scoprire il criptico collegamento hitchcockiano tra il geniale fisico della DDR, il Prof. Lind, e il “grande” matematico di Gottingen ? “
Come Godel o Paul J.Cohen (n.1934), Onofrio Gallo, vero anarchico feyerabendiano della ricerca e della logica matematica, da parte sua è riuscito a dimostrare anch’egli la relatività delle conoscenze nelle Matematiche con la sua TTIE (o Teoria delle Trasformazioni delle Identità in Equazioni) del 1989. E ciò, a partire dal Principio di Disidentità di Gallo e dal suo Secondo Principio Generale della Conoscenza, mediante il Teorema Mirabilis di Gallo che costituisce allo stato attuale delle conoscenze matematiche una specie di “passepartout” che consente di aprire contemporaneamente – con un semplice ed innovativo linguaggio della simmetria – molti capitoli delle matematiche e delle Scienze (Fisiche, Chimiche , Biologiche, ecc) in precedenza considerati dei compartimenti –stagno difficilmente relazionabili tra loro e di passare facilmente dal continuo al discreto (o viceversa) impresa iniziata in particolare dal grande P.G.L. Dirichlet (1805- 1859), fondatore del metodo analitico in Teoria dei Numeri (nel 1837)e proseguita in seguito da altri. Senza dimenticare la facilità con cui si possono penetrare, approfondire ed enucleare taluni segreti racchiusi nel pensiero e nelle opere di Pitagora, di Archimede, di Diofanto, di Bhaskara II, di Fibonacci, di Cardano, di Fermat, di Pell, di Galois, di Eulero, di Gauss, di Cauchy, di Newton, di Ramanujan, ecc. Tanto per restare nella matematica tradizionale. Le ultime scoperte di Onofrio Gallo in Teoria dei Numeri non vi sarebbero state se il matematico di origine cervinarese non si fosse servito della sua logica speciale e non standard in base alla quale ha ottenuto la prima originalissima dimostrazione diretta a livello mondiale ad opera di un unico autore, oltre che dell’Ultimo Teorema di Fermat ( caso particolare del Teorema Mirabilis di Gallo), della stessa celebre Ipotesi di Riemann ( nota anche come VIII Problema di Hilbert), cha ha costituito per oltre un secolo e mezzo l’ “enigma degli enigma” per l’intera comunità dei matematici ad ogni latitudine. Il TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO, che si trova, oltre che nel Codex Cervinarensis, anche pressso la prestigiosa Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere, sfrutta una ben nota proprietà di simmetria degli zeri di Riemann non banali della funzione zeta di Riemann ( da taluni definita “il mostro”). Per avere ragione del “ mostro” di Riemann, in solo sette righe, Onofrio Gallo costruisce la funzione complessa di simmetria di Gallo a partire da una generica soluzione non banale del “mostro”, dimostrando che qualsiasi zero complesso non banale z=x+iy (x,y reali non nulli) della funzione zeta di Riemann dev’essere del tipo z=1/2+iy , ossia che. per ogni z, la parte reale di z deve giacere sulla cosiddetta “retta critica”di Riemann x=1/2, realizzando finalmente il sogno di Riemann. A cura di Umberto Esposito, per gentile concessione dell’Autore.
Chi e`Onofrio Gallo?
Sembra proprio che nessuno lo conosca a parte il signor Esposito.
Prof.Onofrio Gallo…SE CI SEI BATTI UN COLPO!!!!!!
Dr.Kathrine M. (Svizzera).